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Profilo storico

La Facoltà di Economia dell'Università di Bologna è una delle Facoltà di più antica tradizione, trae origine da un Istituto superiore di Scienze Economiche e Commerciali, fondato nel 1929 per iniziativa del Consiglio Provinciale di Economia (l'attuale Camera di Commercio) e grazie al sostegno finanziario delle amministrazioni locali, delle associazioni economiche, degli istituti di credito.

Molteplici elementi concorsero a fare dell'Istituto, che trovò la sua sede definitiva nel Palazzo degli Studi Commerciali di via Milazzo, un organismo radicato nella vita cittadina e regionale: un corpo docente qualificato, in larga parte cooptato dalla Facoltà di Giurisprudenza, guidato dal matematico Filippo Sibirani; un piano di studi diversificato, che accanto a discipline di natura operativa (come Ragioneria, Tecnica Bancaria, Merceologia, Matematica Finanziaria) ne contemplava altre di carattere formativo (come Economia Politica, Diritto Pubblico, Storia Economica, Geografia); l'apertura di Scuole di Perfezionamento in Merceologia, per la preparazione di funzionari dello Stato; l'afflusso degli allievi, che da 436 nell'a.a. 1929/30 salirono a 1460 nel 1935/36.

Su questa vitale esperienza doveva calare l'azione centralizzatrice del Ministro dell'Educazione Nazionale Cesare Maria De Vecchi, che nel 1935 decise la trasformazione degli Istituti Superiori di Scienze Economiche e Commerciali in Facoltà di Economia e Commercio integrate nei rispettivi Atenei. Malgrado le preoccupazioni del corpo docente, la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Bologna, che venne istituita nel 1937, conservò l'impronta dell'Istituto Superiore da cui scaturiva e continuò a usufruire del sostegno finanziario degli enti e delle associazioni economiche locali. L'afflusso degli studenti, in una fase di dilatazione dell'intervento e degli apparati dello Stato e di crescita industriale "autarchica", si mantenne elevato (1.206 immatricolati nel 1937/38, 1.177 nel 1939/40). Il piano di studi unico, fissato nel 1938, pur assegnando maggior peso alle discipline matematiche, manteneva l'impostazione pluridisciplinare del precedente ordinamento. Tuttavia fin dal 1942, sollecitati da una circolare del nuovo Ministro dell'Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai, i docenti della Facoltà ne auspicavano la revisione, suggerendo la distinzione tra un primo biennio propedeutico, costituito da insegnamenti fondamentali e comuni a tutti gli allievi, e un secondo biennio riservato agli insegnamenti specializzati, con ampia facoltà di scelta tra numerose materie complementari.

Suggerimenti che vennero momentaneamente accantonati dal drammatico susseguirsi degli eventi bellici: sotto i bombardamenti del settembre 1944 anche il Palazzo degli Studi commerciali, sede della Facoltà, veniva ridotto a un cumulo di macerie. Le lezioni ripresero entro lo stesso mese nella Foresteria di Largo Trombetti, ma dovettero trascorrere dieci anni prima che Presidi e docenti riuscissero a ottenere la nuova sede di Piazza Scaravilli, costruita su progetto degli architetti Vignali e Trenti e inaugurata nel 1955 alla presenza del capo dello Stato, Giovanni Gronchi. A partire dagli anni del dopoguerra, l'acquisizione di nuovi docenti come Walter Bigiavi (Diritto Commerciale), Paolo Fortunati (Statistica), Luigi Dal Pane (Storia Economica), Umberto Toschi e successivamente Giovanni Merlini (Geografia Economica), Teodoro d'Ippolito (Ragioneria), Raffaello Maggi (Economia Politica) consolidava l'alto profilo scientifico e didattico che la Facoltà avrebbe poi conservato, con i necessari ampliamenti e nuovi apporti, nei decenni successivi. Alla Scuola di Perfezionamento in Merceologia e a quella di Studi Aziendali e Professionali (che aveva costituito la Scuola di Discipline Corporative) si affiancavano nel 1954 la Scuola di Statistica e nel 1955 il Centro Meccanografico: un complesso di istituti capace di intensificare i rapporti tra la Facoltà e una realtà economica cui il processo di formazione di una piccola e media industria diffusa imprimeva, tra gli anniCinquanta e Sessanta, profonde modificazioni.

La percezione della portata della grande trasformazione in corso rinnovò in quegli anni tra i docenti gli interrogativi sui rapporti tra ordinamento didattico e formazione professionale e suscitò anche tra gli studenti iniziative di indagine e di proposta. Nel 1959 la casa editrice Il Mulino pubblicava la tesi di un laureato della Facoltà, Roberto Ariotti, che analizzava le condizioni della popolazione studentesca bolognese nel 1956/57 e metteva in luce l'esistenza di una nuova figura sociale, quella dello studente-lavoratore, concentrata prevalentemente nella Facoltà di Economia e Commercio. Nel 1959 il Consiglio Studentesco della Facoltà organizzava a Bologna il I Convegno Studentesco per la Riforma della Facoltà di Economia, che propose di sostituire al singolo, tradizionale piano di studi molteplici percorsi didattici più specializzati e legati alle prospettive professionali. Nel 1960 venne pubblicata la tesi di un altro laureato della Facoltà, Alberto Valentini, che esaminava condizioni familiari, preparazione universitaria e collocazione professionale di un ampio campione di laureati in Economia e Commercio dal 1952/53 al 1958/59 e auspicava il rinnovamento dell'ordinamento didattico, distinto tra un primo biennio di carattere formativo e un secondo di più libera specializzazione, il rafforzamento delle discipline economico-aziendali e giuridiche, l'intensificazione dell'insegnamento delle lingue straniere, l'accorpamento degli Istituti in cui si articolava la Facoltà in più ampie aree disciplinari.

Alle esigenze espresse dagli studenti e ai provvedimenti governativi sulla liberalizzazione degli accessi e dei piani di studio emanati alla fine degli anni Sessanta il corpo docente rispose, tra il 1967 e il 1969, con una serie di iniziative: l'attivazione, accanto al piano di studi tradizionale, di tre piani di studio alternativi, volti ad una maggiore specializzazione negli indirizzi economico, economico-aziendale e giuridico-professionale; la ristrutturazione della Scuola di Perfezionamento in Studi Aziendali e Professionali; la creazione di due nuove Scuole di Perfezionamento, in Diritto del Lavoro e della Sicurezza Sociale e in Geografia; l'istituzione di una Scuola di Studi Turistici a Rimini. Nello stesso periodo trovava adeguata collocazione nella sede di via Belle Arti la Biblioteca di Facoltà, dotata fin da allora di circa 100.000 volumi e destinata poi a trasformarsi, per la sua consistenza, in Centro Interdipartimentale di Servizi Bibliotecari.

Negli anni Settanta il massiccio incremento degli allievi che, non più provenienti dai soli istituti tecnici e professionali ma anche e soprattutto dai licei scientifici e classici, salirono da 564 immatricolati nel 1970/71 a 1.386 nel 1976/77, doveva suscitare difficoltà e disagi. Nella Conferenza di Facoltà indetta dal Preside Paolo Fortunati nel 1978 i docenti rilevarono l'insufficienza del corpo docente e dei locali, lo scarto crescente tra il numero delle iscrizioni e quello delle lauree, la diffusa tendenza degli allievi a entrare nel mercato del lavoro prima della laurea, con livelli di formazione non corrispondenti a quelli prescritti dai curricula, l'insufficienza dei rapporti tra la Facoltà e il mondo della produzione e delle professioni.

Difficoltà che parvero destinate ad aggravarsi per l'ulteriore, straordinario incremento degli allievi, saliti da 1.178 immatricolati nell'a.a. 1977/78 a 2.011 nel 1986/87, e vennero tuttavia in vario modo affrontate. Si intensificò l'impegno dei docenti e degli allievi, testimoniato dalla crescita dei laureati da 162 nel 1977/78 a 584 nel 1986/87. Vennero reperite e allestite nuove aule esterne alla sede, che permisero di rispondere alle necessità logistiche più urgenti. Si costituirono i Dipartimenti di Discipline Economiche e Aziendali, di Discipline Giuridiche dell'Economia e dell'Azienda, di Scienze Economiche, di Scienze Statistiche, di Geografia, di Discipline Storiche, di Lingue e Letterature Straniere, che riunirono ed organizzarono i docenti in ampie aggregazioniscientifiche e culturali, precisarono il profilo pluridisciplinare della Facoltà e ne resero più efficace il funzionamento. Quando, nel 1987, la Facoltà celebrò il cinquantesimo anniversario della sua fondazione, il Preside Giancarlo Barbiroli e il corpo docente diedero vita ad una serie di iniziative, convegni, pubblicazioni volte a sviluppare e ad approfondire la riflessione sulla fisionomia della Facoltà, sul suo ordinamento didattico, sui suoi rapporti col mondo dell'economia e del lavoro: in quest'ambito venne fondata l'Associazione dei Laureati e Amici di Economia e Commercio, per l'orientamento professionale dei neo-laureati.

Dopo l'emanazione della legge del 1990 sulla riforma degli ordinamenti didattici, del decreto ministeriale del 1992 sul nuovo assetto della Facoltà di Economia e del nuovo Statuto dell'Ateneo Bolognese, la Facoltà, che dal 1995 ha assunto il nome di Facoltà di Economia, attraverso un intenso lavoro di riflessione ed elaborazione programmatica condotto dai Presidi Giancarlo Barbiroli, Stefano Zamagni e Giorgio Nicoletti, con la fattiva collaborazione del corpo docente e dei rappresentanti degli studenti, ha avviato un complesso di iniziative destinate a rinnovare profondamente la sua struttura e le sue funzioni. L'elaborazione di un nuovo Statuto e Regolamento didattico della Facoltà, emanato nel 1996, ha sancito l'attivazione di tre corsi di laurea dotati di percorsi scientifici differenziati al fine di formare un più vasto arco di figure professionali, rispondenti all'evoluzione e diversificazione del mercato del lavoro: il corso di laurea in Economia e Commercio, il corso di laurea in Economia Aziendale e il corso di laurea in Economia Politica. L'attivazione, nel corso degli anni Novanta di due corsi di laurea, in Economia e Commercio e in Economia Aziendale e di un diploma universitario in Economia delle Imprese Cooperative e delle Organizzazioni Non-profit, presso la sede di Forlì; di un corso di laurea in Economia del Turismo, e di due diplomi universitari, in Economia e Gestione dei Servizi Turistici e in Economia e Amministrazione delle Imprese, presso la sede di Rimini, sono i risultati di un impegno organizzativo e didattico assai rilevante della Facoltà, che ha in tal modo reso possibile una più equilibrata distribuzione territoriale dei propri allievi ed ha ampiamente contribuito alla costituzione di nuovi poli universitari in Romagna, promossa dall'Ateneo di Bologna e sostenuta dagli enti e dagli organismi locali. Mentre procedeva al rinnovamento del proprio assetto didattico, la Facoltà realizzava un significativo decentramento e dall'anno accademico 2000/2001 le sedi di Forlì e Rimini hanno acquisito piena autonomia assurgendo allo "status" di Facoltà.

L'attivazione di due corsi di perfezionamento post-lauream in Economia della Cooperazione ed in Revisione Contabile, l'ampliamento del Laboratorio informatico, la sperimentazione di insegnamenti teledidattici per i Corsi di Diploma, la realizzazione dei programmi Socrates/Erasmus per finanziare periodi di studio degli allievi in Università estere, l'istituzione di corsi serali, sono alcune delle ulteriori iniziative assunte per consolidare l'ampliamento dell'attività di formazione culturale e professionale svolta dalla Facoltà.

Nell'anno accademico 2001/2002, come conseguenza della riforma universitaria, sono stati istituiti quattro corsi di laurea triennali (Economia Aziendale, Economia e Diritto, Economia e Finanza, Economia e Professioni), i corsi serali per gli insegnamenti relativi al Corso di laurea triennale in Economia Aziendale e parallelamente sono stati trasformati in Corsi di laurea triennali anche i corsi di Diploma teledidattici.

Infine l'anno accademico 2002/2003 vede la nascita dei sei corsi di laurea specialistica biennali in Direzione Aziendale, in Economia, in Economia e Diritto, in Economia e Professione, in Economia Intermediari e Mercati ed in Gestione ed Innovazione delle Organizzazioni Culturali ed Artistiche.

Infine l'anno accademico 2003/2004 vede l'attivazione del Corso di Laurea di primo livello in Economia e Marketing.

Questi rapidi cenni storici mostrano la progressiva affermazione delle funzioni culturali e formative della Facoltà, che è scaturita e resta affidata, anche per il futuro, a fattori difficilmente documentabili, ma essenziali nella vita di una istituzione universitaria, come la consapevolezza della propria tradizione, la sensibilità al mutamento, la capacità organizzativa e soprattutto le qualità scientifiche e umane e lo spirito di collaborazione dei docenti, del personale amministrativo e degli studenti.

Bernardino Farolfi Professore ordinario di Storia Economica
Accesso diretto